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LA MEDITAZIONE NELLA SUONOTERAPIA

Il Vuoto nella Risonanza

 

Agnesedonin_ (2).jpgQuando l'impegno verso la musica diventa costanza e la costanza diventa disciplina, la costanza nella disciplina diventano meditazione nella risonanza e come dice Franco Battiato  in un' intervista sul tema:

"Lo studio sul cosiddetto Sé è lungo e vario, perché ogni scuola ha una sua regola. Diciamo che è un po' come imparare a suonare il pianoforte: solo che la scuola preparatoria di pianoforte e gli esercizi adatti sono più noti di quelli necessari per lo studio del proprio corpo. [...]
La meditazione
è uno studio simile a quello di uno strumento. Bisogna arrivare a una conoscenza pragmatica e progressiva delle parti del proprio corpo. Si realizzano esercizi di attenzione sugli arti, si approfondisce il proprio Sé, si esercita un'attenzione costante su ogni particolare della vita quotidiana, anche su quelli apparentemente meno importanti.
Agnesedonin_ (4).jpg Diventa importante essere coscienti dell'apertura di una porta o del fatto di tenere in mano la cornetta del telefono, avere una doppia coscienza quando si parla, essere coscienti di essere, di quello che si dice, dei gesti che accompagnano le azioni. Tutto questo è puro addestramento, un piccolo gioco rispetto alla coscienza di sé: sono piccoli esercizi che portano a giocare con il corpo, come succede con uno strumento. Questa preparazione serve alla meditazione. Agnesedonin_ (5).jpgQuando ci si mette in uno stato meditativo, bisogna avere tutti i muscoli del corpo rilassati. Tutti i giochini descritti servono a fare in modo che il controllo del proprio corpo sia avanzato, libero da qualsiasi tensione, muscolare o di altro genere. A quel punto la meditazione può cominciare da una base dignitosa. La meditazione è uno stato di assoluto rilassamento. Ci sono persone che riescono a fermare anche i pensieri, ma questo non è importante. È invece importante allontanarsi dal circolo meccanico dei pensieri: esserne fuori, osservarli come si osserva un fiume senza farsi trascinare dalla corrente. Da quel punto in avanti, per ogni persona che si appresta a fare meditazione, il campo metafisico di questa frequenza cambia".

Agnesedonin_ (6).jpgMeditare in Musicoterapia e in particolare nella Suonoterapia non vuol dire solo fare piazza pulita delle innumerevoli teorie psicologiche, filosofiche, affascinanti quanto pretestuose, non è solo  uno sbarazzarsi di parole e spiegazioni, ma è una pratica di salvaguardia di sé e degli altri. E' una pulizia interiore che depura l'animo e rigenera dalle contaminazioni relazionali. In ogni relazione, ma soprattutto in quella terapeutica, accade che si venga toccati profondamente dalle emozioni dell'altro. Difficile poter garantire in assoluto di rimanere sempre saldamente al di fuori della zona dell'identificazione proiettiva e, nella migliore delle ipotesi, anche l' attento lavoro personale sul controtransfert, presuppone un notevole grado di concentrazione vigile. Occorre quindi intraprendere un permanente cammino interiore e volgersi verso il Sé, la propria natura, in direzione di una conoscenza non più meramente intellettuale, bensì autentica e diretta.

Si può rivelare utile a questo proposito la  lettura di un brano di Sogyal Rinpoche, lama tibetano, tra i più importanti divulgatori del messaggio buddhista in Occidente:

Agnesedonin_ (12).jpg"La pratica della presenza mentale rivela il vostro essenziale buon cuore, perché dissolve e scioglie la cattiveria e la volontà di nuocere. Solo rimuovendo la volontà di nuocere possiamo diventare davvero utili agli altri. Rimuovendo con la pratica la cattiveria e la volontà di nuocere, permettiamo che il buon cuore, quella bontà e quella gentilezza fondamentali che sono la nostra vera natura, splenda e irradi il calore in cui fiorisce il nostro vero essere.
Ecco perch
é chiamo la meditazione la vera pratica della pace, la vera pratica della non aggressione e della non violenza, il reale e più grande disarmo".

La Suonoterapia è centrata sul lavoro di affinamento percettivo in generale e in maniera  particolare sull'ascolto. Questo è senz'altro unoAgnesedonin_ (14).jpg degli aspetti che la caratterizza nell'ambito dei percorsi terapeutici in quanto si creano le condizioni di naturale sospensione selettiva degli stimoli inibitori dell'attenzione, rinforzando e utilizzando come canale privilegiato l'udito dentro all'esperienza musicale. Certo il termine ascolto assume una valenza metaforica di apertura, di sentire profondo e unificato. Si lavora in maniera privilegiata sull'udito per formare un'attitudine all'esperienza consapevole che apre le porte a tutte le altre vie di percezione. La Suonoterapia è anche una  pratica di meditazione sull'ascolto e il mondo fenomenologico dei suoni. La seguente lettura può aiutare a comprendere questi concetti:

 Tratto dal famoso Siddharta di Hermann Hesse

"Siddharta ascoltava. Era tutt'orecchi, interamente immerso in ascolto, totalmente vuoto, totalmente disposto ad assorbire; sentiva che ora aveva appreso tutta l'arte dell'ascoltare. Spesso aveva già ascoltato tutto ciò, queste mille voci nel fiume; ma ora tutto ciò aveva un suono nuovo. Ecco che più non riusciva a distinguere le molte voci, le allegre da quelle in pianto, le infantili da quelle virili, tutte si mescolavano insieme, lamenti di desiderio e riso del saggio, grida di collera e gemiti di morenti, tutto era una cosa sola, tutto era mescolato e intrecciato, in mille modi contesto. E tutto insieme, tutte le voci, tutte le mete, tutti i desideri, tutti i dolori, tutta la gioia, tutto il bene e il male, tutto insieme era il mondo. Tutto insieme era il fiume del divenire, era la musica della vita. E se Siddharta ascoltava attentamente questo fiume, questo canto dalle mille voci, se non porgeva ascolto né al dolore né al riso, se non legava la propria anima a una di quelle voci e se non s'impersonava in esse col proprio io, ma tutte le udiva, percepiva il Tutto, l'Unità, e allora il grande canto delle mille voci consisteva in un'unica parola, e questa parola era Om: la perfezione".

Ovviamente Om è da intendere nel suo senso simbolico: cioè quel suono-silenzio perfetto che proviene da una completa e attenta consapevolezza della sinfonia dei suoni.

Esercizio di consapevolezza sui suoni

Agnesedonin_ (20).jpgE importante, in questo esercizio, mantenere uno stato costante di apertura a 360 gradi rispetto al mondo sonoro esterno. Un'apertura - anche questo è essenziale - di pura osservazione non giudicante. Finché, in questo esercizio, se si è trasportati dai propri giudizi (mi piace questo suono, mi disturba quest'altro, ...), si diventa schiavi, succubi. Tutto invece va accettato in modo equanime. Equanimità. Equanimità. Equanimità. Attraverso essa passa l'accettazione, la libertà dagli stretti schemi mentali, dagli egoici giudizi oppressivi. Un'ottima occasione per verificare quanto la nostra osservazione sia disinteressata ci è data quando sentiamo voci da fuori, persone che parlano: le loro frasi dovrebbero arrivare a noi come puri suoni, Agnesedonin_ (28).jpgcome qualsiasi altro suono, come il ticchettio dell'orologio appeso al muro. Non è facile, vero? Una voce, una auto che passa, il ticchettio dell'orologio, un ginocchio che si sposta: essere consapevoli dei suoni del mondo, questa sinfonia infinita. Prima si passa da un suono all'altro; poi: la consapevolezza della molteplicità di suoni contemporaneamente; in ultimo, l'accesso a quel sibilo sotterraneo che li precede, li sostiene, quel sibilo che sentono solo orecchie perfettamente attenti, nel momento nel quale entrano in risonanza con i suoni che percepiscono.

Agnesedonin_ (24).jpgparlando di improvvisazione musicale nella M.U.T,  che è metafora di relazione di cura, l'ascolto è il presupposto attraverso il quale il musicoterapeuta possa accogliere incondizionatamente tutti gli spunti sonori del cliente, che rappresentano la sua visione del mondo e la sua personale mappa interna, il suo inconscio. La  capacità di saper stare con quello che c'è senza giudizio, evitando di procedere con  anticipazioni dannose, favorirà l' apertura verso l'ignoto.,  L'ignoto come contenitore di novità e alternative a cui attingere al momento giusto, il momento in cui si rivela l'intuito. E' la risposta all'atteggiamento di naturale tensione che si crea quando si spende un talento con motivazione congruente alla propria autorealizzazione e a beneficio della collettività.

Il seguente brano riassume, nel preciso stadio meditativo, la riflessione dei medesimi fondamenti teorici umanistici che costituiscono l'essenza dell'approccio rogersiano.

 Tratto dal libretto di Deepak Chopra, Le sette leggi spirituali del successo:

Agnesedonin_ (29).jpg"Mi eserciterò nell'astensione dal giudizio. Inizierò la giornata con la seguente affermazione: «Oggi non esprimerò giudizi di sorta» e, nel corso della stessa, mi ricorderò di questo proposito. [...] Praticherò l'accettazione. Oggi accetterò la gente, le situazioni, le circostanze e gli eventi così come si presentano. Terrò a mente che il momento presente è come dovrebbe essere perché l'intero universo è come dovrebbe essere. Non lotterò contro l'intero universo, lottando contro il momento presente. La mia accettazione è totale ed assoluta. Accetto le cose come sono al momento presente, non come vorrei che fossero. [...] Oggi la mia coscienza sarà orientata verso un atteggiamento di non-difesa. Reprimerò l'impulso di difendere il mio punto di vista. Non sentirò il bisogno di convincere gli altri ad accettare la mia ottica. Mi aprirò a tutti i punti di vista e non mi aggrapperò tenacemente ad uno solo di essi. [...] Oggi praticherò il distacco, Agnesedonin_ (51).jpg. Mi lascerò libero di essere quello che sono e lo stesso farò nei confronti di tutti quelli che mi circondano. Non imporrò le mie idee personali su come dovrebbero essere le cose. Non imporrò le mie soluzioni ai problemi perché così ne creerei ulteriori. Prenderò parte a tutto, ma con distacco. Oggi farò dell'incertezza l'ingrediente principale della mia esperienza. La mia determinazione ad accettare l'incertezza favorirà l'emergere spontaneo delle soluzioni dai problemi, dalla confusione, dal disordine e dal caos. Quanto più le cose appariranno incerte, tanto più mi sentirò sicuro perché l'incertezza è la via alla libertà. Attraverso la saggezza dell'incertezza, troverò la mia sicurezza. Entrerò nel campo delle possibilità infinite e pregusterò l'eccitazione che si prova quando si rimane aperti ad un'infinità di scelte. Nel campo delle possibilità infinite sperimenterò tutta l'allegria, l'avventura, la magia e il mistero della vita".

Una delle abilità più preziose che un terapeuta del suono  riesce ad ottenere durante la relazione risonante è quella della percezione aperta su un piano distaccato di risonanza empatica. E'il luogo dove si colloca il punto di vista dell'osservatore. Su questo piano l'osservatore guarda il mondo, ovvero la relazione terapeutica dall'esteno come se si collocasse al di fuori del proprio spazio fisico, standosene lì ad osservare se stesso, l'altro e tutto quello che accade. E' molto difficile ottenere questo modo di essere, che implica costante esercizio di diciplina interiore. Affinchè il Suonoterapeuta possa acquisire improvvisando questo particolare stato, è utile che si affidi anche ad una meditazione congruente:

Pagina da un testo di De Mello:

"Qual è la cosa più importante in assoluto? Si chiama autosservazione. [...]
Non significa essere assorti nei propri problemi, essere preoccupati di s
é. Non è di questo che sto parlando: parlo dell'autosservazione. E cosa sarebbe?

Significa osservare tutto ciò che è all'interno di noi stessi e intorno a noi, fino al punto più estremo, e osservarlo come se accadesse a qualcun altro.

Agnesedonin_ (45).jpgCosa significa quest'ultima frase? Significa che non si personalizza quel che ci accade. Significa guardare alle cose come se non si avesse alcun legame con esse. 

Il motivo per cui soffrite a causa della vostra depressione e delle vostre ansie è che vi identificate con esse. Dite: «Sono depresso». Ma ciò è falso. Voi non siete depressi.

Se voleste essere precisi, potreste dire: «In questo momento sto attraversando una fase di depressione». Non è invece corretto dire: «Sono depresso». Voi non siete la vostra depressione.
Non si tratta che di una sorta di inganno della mente, uno strano tipo di illusione. Siete stati indotti a pensare - pur non essendone consci - che siete voi la vostra depressione, che siete voi le vostre ansie, che siete voi la vostra gioia e le emozioni che provate.

«Sono contento!». Di certo non siete contenti. Può darsi che la contentezza sia dentro di voi in questo momento, ma aspettate un po', e le cose cambieranno; non durerà: non dura mai; le cose cambiano di continuo, cambiano sempre. Le nubi vanno e vengono: alcune sono nere e altre bianche, alcune grandi, altre piccole.

Se vogliamo seguire l'analogia, voi sareste il cielo, intento a osservare le nubi. Sareste osservatori passivi, distaccati. So che questo atteggiamento può essere per voi assurdo, soprattutto nella cultura occidentale. Non interferite. Non dovete farlo. Non «fissate» nulla. Guardate! Osservate!
Il problema della gente
è che si affanna a fissare cose che non riesce nemmeno a capire. Siamo sempre lìa fissare delle cose, non è vero? ,
Agnesedonin_ (49).jpg Non ci viene mai in mente che le cose non hanno bisogno di essere fissate, assolutamente. Questa è una grande illuminazione. Le cose devono essere capite: se le si capissero, cambierebbero".

 

Con la pratica costante della Meditazione nella risonanza si diventa aperti all'esperienza extra-sensoriale del mondo delle vibrazioni sottili,   quantistiche.

Ma esiste una modalità di percezione alternativa a quella conosciuta da tutti, basata sui cinque sensi?

ESP è la sigla per indicare la percezione extra-sensoriale. Numerosi studiosi si sono cimentati per decenni nel tentativo di comprendere come mai il rendimento di determinati soggetti non rispettasse le medie statistiche degli esperimenti condotti in laboratorio.

Per spiegare le prestazioni di questi individui singolari, denominati genericamente "medium", sono state formulate numerosissime e straordinarie ipotesi. In questo caso però mi limito solo a considerare  la sensitività in rapporto allo stato meditativo. 

Agnesedonin_ (27).jpgLa caratteristica saliente di tutti coloro che meditano regolarmente è la conquista dell'attitudine ad acquisire progressivamente una rilevante padronanza nei confronti delle funzioni involontarie del proprio corpo fisico. 

Consideriamo l'attenzione sulla respirazione, che d'altra parte si privilegia come punto di partenza per qualunque training meditativo. Ebbene l'osservazione continua del flusso del respiro ne modifica il ritmo sino ad una sua relativa quiete. Agnesedonin_ (37).jpg

L'energia che prima sosteneva la vista, il tatto, l'udito, l'olfatto e persino il gusto, nonché la respirazione medesima, diviene così disponibile ad essere impiegata per un nuovo tipo di percezione.


A questo punto non siamo più nel campo della scienza oggettiva, ma della ricerca soggettiva.
Autorevoli Yogi affermano che tramite il terzo occhio è possibile divenire consapevoli della coesistenza, forse anche parallela, di una dimensione in cui la massa fisica non ha più i consueti attributi, in cui apparentemente manca il tempo e che complessivamente sembra incoerente. La dimensione dell'eterno presente, il contesto divino.

Una dimensione che in realtà, non è necessariamente "altro" da quella in cui ci troviamo ora. ,  Nella quale la massa fisica non si è dissolta o volatilizzata, ma è sempre presente ed interagisce o viene percepita come pura energia. In ultima analisi ci si troverà alla presenza di un nuovo fenomeno solo perché il percepente che giungesse fino a quel punto, non disporrebbe più solo degli usuali "organi d'informazione", i cinque sensi ordinari. Agnesedonin_ (32).jpg

Allora la risposta alla domanda iniziale potrebbe essere: non esiste alcuna modalità di percezione alternativa perché la percezione extrasensoriale è solo complementare a quella usuale.   Essa viene definita anche intuizione. Sarebbe altrettanto interessante chiamarla conoscenza sintetica. Lascio comunque aperta la possibilità ad ogni lettore di scegliere di avventurarsi in ulteriori approfondimenti, se lo si desidera, poiché personalmente non sono tanto interessata alla scoperta teorica dei misteri che regolano le interconnessioni tra gli esseri umani,  la natura e le cose, quanto invece all'esperienza stessa, poiché ritengo sia già  soggettivamente completa dei significati occulti a cui ognuno, in maniera intima, può attingere a seconda della propria natura e grado di evoluzione raggiunta.

MAgnesedonin_ (48).jpgaharishi dice: "Quando la gente nel mondo viola le leggi di natura, si produce stres e disarmonia che porta dolore e sofferenza. La popolazione mondiale non è stata educata a pensare ed agire spontaneamente in accordo con la legge naturale. Crisi, problemi, terrorismo e guerre, tutti questi valori negativi nascono dalla violazione della legge naturale. Per neutralizzare questi stress c'era una conoscenza in India: la conoscenza Vedica tei tempi Vedici. La civiltà Vedica era la civiltà che gioiva del Paradiso sulla Terra, questo significa che la vita era vissuta in armonia con la legge naturale ed ognuno poteva godere di onde crescenti di felicità. La musica Gandarva Ved è la musica della civiltà Vedica.  E' lo stile di melodia che si unisce alla vibrazione delle natura che controlla i passaggi dell'evoluzione in onde di beatitudine. La musica Gandarva Ved è l'eterna melodia della natura, suonata spontaneamente in tutti i livelli della creazione, dal più minuto al più immenso e vasto universo. La musica Gandarva Ved crea potenti melodie da un mattino all'altro per neutralizzare le tendenze negative che nascono dalla violazione della legge naturale da parte dell'intera popolazione mondiale."